24 settembre 2011

Mai contenta e lo so

Se c'è una cosa che so di me è che non sono mai contenta.
Me lo sento ripetere fin da quando, da bambina, provavo - e manifestavo rumorosamente - un'intensa ed immediata insoddisfazione al raggiungimento dei miei obiettivi. Ho aspettato giorni, forse mesi, prima di trovare il tanto atteso paciocchino nero e quando, aprendo la busta, me lo sono trovato tra le mani, beh.... niente stelline intorno a me, nessuna farfalla nello stomaco, le campane non suonarono l'HALLELUJA gospel, come invece mi sarei aspettata dopo essermi intossicata di Sister Act. Niente di niente!
Ecco. Direi che ora, a distanza di più di 20 anni da allora, mi ritrovo un po' in questa stessa situazione, il paciocchino-is-not-enough-moment.
Giusto per rendervi partecipi - quanto sono felice che questo “VOI” a cui mi rivolgo sia una pura licenza letteraria, prevedo già un post stile lamentatio – enumero alcuni dei motivi per cui dovrei sprizzare gioia da tutti pori (o almeno quelli non ostruiti – voglio una pulizia del viso!!).
Ho finalmente trovato il lavoro che sognavo, ovviamente precario, ma con ampie possibilità di rinnovo. È il lavoro perfetto, quello per cui ho studiato, quello che mi permetterà di viaggiare parecchio senza per questo dover lasciare il belpaese a lungo, un lavoro “non molto pagato ma che dà grandi soddisfazioni” (modello che, peraltro, va molto nella collezione 2000-2011). Quando al Master mi chiesero di descrivere il mio sogno professionali, beh, scrissi proprio questo.
Dopo aver abitato per 3 anni uno spazio minuscolo circoscritto da 4 pareti, dall'agente immobiliare definito monolocale, mi sono trasferita con Lui in una casa più grande, stanze, armadi, cassetti a profusione. Son passata da un armadio per vestiti, lenzuola, tovaglie, orecchini, collane, scarpe, blocchi per gli appunti a “dunque, in questo cassetto metterò gli orecchini che vanno dal verde mele al verde militare, in quest'altro quelli dal fango al grigio fumo”.
So di avere tutto quello che serve per essere serena ed appagata.
E invece no!
Infingardaggine delle infingardaggini, sento che qualcosa non va, qualcosa manca, sembra esserci tutto, ma il pelo nell'uovo è lì, pronto a intaccare la perfezione del momento. Mi sento irrequieta, forse lo sono, endemicamente.
E, com'è naturale che sia, le cose con Lui vanno ogni giorno più storte.
Mi riservo di non scrivere oggi su questa questuine, ma di lasciar decantare le cose in modo da comprenderle meglio.
Oggi vorrei solo poter uscire, andare al supermercato e comprare un kilo di sana soddisfazione ed orgoglio per le mete raggiunte.
In fin dei conti me lo merito, non lo pensi anche tu maledetto paciocchino nero dei miei stivali?!

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